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Blogger, writer, editorialista. Mi occupo di strategia della comunicazione. Mi piace leggere, cinema, teatro e vino rosso.

29 Mar

Le mie 10 domande a Grillo

Pubblicato da Michele Di Salvo  - Tags:  m5s, Beppe Grillo, Gianroberto Casaleggio, giornali, europa, giornalismo, 10 domande, share

Le mie 10 domande a Grillo

Preg.mo Rag. Grillo.

Il 27 giugno 2012 io Le feci dieci semplici domande, cui Lei ritenne di non dover rispondere.
Non lo fece perché Lei sceglie a chi, come, dove, quando rispondere. Eppure principio della democrazia è che "non ci si sottrae" a dare chiarimenti – a chiunque, a chi ci piace e a chi no – soprattutto se sei un personaggio pubblico, e leader di un movimento politico.
Lei dal suo blog lo pretende, pretende trasparenza e chiarezza. Fa bene, perché principio della democrazia è "non fidarsi" e dubitare sempre. Principio cardine anche della conoscenza.
Eppure Lei che non si fida nemmeno delle traduzioni legali dei traduttori giurati del Parlamento Europeo, dovrebbe anche sapere che dubitare è un conto, fare affermazioni false e considerare le proprie tesi come la verità è quasi paranoico. Di certo non fa bene alla democrazia, all'informazione ed alla società.
Come dicevo all'inizio, già due anni fa le feci dieci domande, che lei ha ricevuto, e a cui non ha inteso rispondere; né lei, né il suo staff, né la Casaleggio Associati.
Oggi, col passare del tempo, molte cose sono cambiate. Sasson non è più socio diretto della Casaleggio, Messaggerie ha ritenuto di interrompere il rapporto tra la Casaleggio e Cadoinpiedi.it, il Movimento5Stelle è entrato in parlamento con oltre 150 parlamentari, ottenendo un risultato elettorale straordinario, che nemmeno Lei si aspettava.
Credo che forse proprio per quest'ultima condizione, oggi più di ieri, sia un dovere civile, civico, politico e morale rispondere alle domande che Le vengono poste. Scegliere di non farlo è in sé una risposta, ma è risposta molto simile al silenzio di Berlusconi alle famose dieci domande di Giuseppe D'Avanzo (senza volermici minimamente paragonare). Un silenzio che i suoi elettori giudicarono e giudicano in un modo poco fraintendibile.
Scelga Lei.
Io posso solo farle le domande. Non è solo mia scelta farle, ma anche mio dovere, civile e civico. Del resto, sono un cittadino, che come tanti miei concittadini tra poche settimane andrà a votare, e tutti vorremmo un voto chiaro e consapevole.
Eppure, molte di quelle domande drammaticamente restano ancora valide. E in questi anni né direttamente né indirettamente Lei ha inteso dare risposte.

1. Dato che la Casaleggio associati gestiva e gestisce anche la comunicazione di numerose aziende private, ci indica quali sono, così da poter sapere ogni volta se la posizione espressa sia o meno in conflitto di interessi, o dettata da “altri” interessi di altri clienti?

2. Dato che la Casaleggio Associati deve gran parte del suo fatturato storico e attuale alla gestione della comunicazione online di partiti e politici (IDV, Antonio Di Pietro, M5S, Lei...) è corretto dire che senza i fondi pubblici della comunicazione dei gruppi parlamentari, l'azienda del cofondatore del suo Movimento sarebbe già fallita, o non esisterebbe affatto?

3. Lei ha un seguito importante e rilevante nei social network. Parliamo di circa 5/600mila lettori quotidiani del suo blog. Non ritiene che si debba essere responsabili dei contenuti pubblicati, della loro attendibilità e fondatezza? Non ritiene che bisogna essere responsabili delle azioni e dei comportamenti che derivano da quello che si dice e che si scrive?

4. Specificando meglio la domanda di prima, Lei scrivendo certe cose sui vaccini, sull'aids, indicando come "nemico" chi non la pensa come lei, non filtrando in alcun modo commenti di minacce e insulti sul suo blog e nemmeno dissociandosene formalmente e con forza, non ritiene di essere moralmente responsabile se anche uno su mille dei suoi lettori poi si ammalano, sottovalutano i rischi da non-contraccezione, o attuino azioni violente dentro o fuori dal web?

5. Ci prepariamo al voto per le europee. Lei non ha detto con chi si alleerà. Il pd ad esempio ha detto che andrà nel PSE e appoggerà Schulz alla Commissione Europea. FI ha detto PPE e che il suo candidato è Junger. Senza entrare nel merito delle scelte, non la ritiene una indicazione di trasparenza e chiarezza verso i propri elettori? Perché non lo fa anche lei, dicendo invece "poi vedremo"? Non è forse un modo per "non dire", così da "non scontentare nessuno", fare intendere che tutto è possibile e non rischiare di perdere alcun voto? Lei sa che per fare un gruppo all'europarlamento occorrono deputati di almeno sette paesi. I gruppi in Europa sono sette. Escludendo PSE (col pd) il PPE (con Forza Italia) il GUE (con i partitti comunisti), ALDE (con i liberali) e l'ECR (i conservatori inglesi di Cameroon) ne restano solo due G/EFA (verdi europei e indipendentisti baschi, gallesi, scozzesi e galiziani) e EFD (lega nord e partito "per l'indipendenza dell'inghilterra" e gli ultranazionalisti), mettiamo anche che non abbia ancora scelto, almeno ci può dire chiaramente che intende chiedere di aderire ad uno di questi due? Perché non farlo? Chi è il "suo nome" per la Commissione Europea? Almeno ne indichi uno.

6. Nella sua visione della "politica nuova", della trasparenza, di persone nuove, come si colloca il rifiuto del confronto pubblico, del rispondere alle domande che le vengono poste? Come mai, lei prima osanna il web come strumento di rapporto diretto con i cittadini, e poi lei per primo non risponde mai a nessuno? Né su twitter, né su facebook né sul suo blog?

7. Lei ha usufruito di 3 condoni fiscali, e la Gestimar, sua immobiliare, di ben due condoni tombali. Il suo ricorso contro il pagamento di 511mila euro di Irap è stato rigettato, e lei il giorno dopo ha tuonato contro l'Irap (da lei rinominata "imposta rapina") chiedendone l'abolizione. Gli eletti del M5S per andare in televisione chiedono "regole particolari": niente contraddittorio, non vanno in studio, fanno monologhi... è lecito dire che siamo di fronte a leggi e "regole" ad personam?

8. Dichiara che il suo 730 è a zero, ma lei non è dipendente né pensionato. Il suo modello unico (ex 740) invece non lo rende noto da dieci anni. Dice che il suo blog è in perdita, al massimo in pareggio. Accusa però di "macchina del fango" chiunque anche solo ne dubiti, ma evita di querelare onde evitare in tribunale di difendersi con prove certe e non certo con un twitt. Ci mostra tutti gli account GoogleAdsense e i conti Amazon?

9. Lei ha sempre detto che "aiutava" il Movimento e che non ne faceva parte. Alle ultime elezioni anche gli attivisti hanno scoperto che "il Movimento" era un'associazione di tre persone (lei suo nipote e il suo commercialista) e lei era presidente e proprietario del logo e legale rappresentante. Tutti i tuoi sostenitori hanno sempre detto che lei era solo "il megafono". Oggi scopriamo che lei è invece il "capo politico" (come da atto 3510 raccolta 2747 del notaio Filippo D'Amore in Genova). Chi l'ha eletta? Perché questo passaggio non è mai stato effettuato con consultazione online?

10. Lei dal suo blog pretende trasparenza e chiarezza. Fa bene, perché principio della democrazia è "non fidarsi" e dubitare sempre. Lei effettua spesso consultazioni online, che però non vengono svolte con alcun sistema di certificazione esterno e sempre tra "registrati alla data che sceglie lei", sul suo blog, gestito da Casaleggio. Come è possibile verificare con certezza che i risultati che poi vengono pubblicati siano effettivamente quelli espressi dai votanti? Non considera "limitante" della libertà di espressione e di scelta che lei sappia (con nome, cognome, indirizzo, mail, telefono, numero di documento di identità e ip) chi ha votato cosa? Uno dei principi della democrazia – anche liquida – non è la segretezza del voto?

Non so se risponderà a queste domande. Non vorrei le confondesse con un "attacco della casta" o "macchina del fango" al suo movimento. Credo che siano le domande minime, nel rispetto di trasparenza e democrazia che chiunque avrebbe il dovere di fare a chi si trova nella sua posizione. Credo le farebbe anche lei, se Grillo fosse un altra persona e leader-capo-politico di un altro movimento. Io la saluto, e pacatamente le auguro il meglio.

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